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title: "Vulnerability Assessment: identifica e riduci i rischi nella tua infrastruttura IT"
description: Un Vulnerability Assessment pianificato e implementato nel modo corretto è un efficacissimo strumento di difesa
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[Insights | Zenita Group ](https://insight.zenitagroup.it/insights)

# [Vulnerability Assessment: identifica e riduci i rischi nella tua infrastruttura IT](https://insight.zenitagroup.it/insights/vulnerability-assessment-identifica-e-riduci-i-rischi-nella-tua-infrastruttura-it)

 Scritto da [Admin](https://insight.zenitagroup.it/insights/author/admin) | 24-giu-2025 10.16.29

Il rischio di subire un attacco informatico, in particolare per le aziende italiane, aumenta di anno in anno. Al di là dei dati puntuali, che tratteremo successivamente, è evidente anche nella percezione comune. Non stupisce che le normative più recenti, europee in particolare, richiedano una attenzione sempre maggiore nei confronti della protezione degli asset digitali, **in particolare per quanto riguarda le azioni preventive**. Il Vulnerability Assessment è una delle più importanti che un’azienda possa mettere in pratica per una efficace riduzione del rischio. Scopriamo perché.

 

## L’importanza del Vulnerability Assessment in uno scenario sempre più ostile

IBM definisce il Vulnerability Assessment come “*un processo sistematico utilizzato per identificare, valutare e segnalare i punti deboli della sicurezza nell'ecosistema digitale*”. In altre parole, è uno **strumento di prevenzione** che, se utilizzato nel modo corretto, permette di identificare le vulnerabilità dei sistemi **prima che queste possano essere utilizzate come vettori di attacco**. Quello che dobbiamo sottolineare è come oggi l’importanza di questa attività sia ampiamente riconosciuta **anche in ambito normativo**, per esempio dalla [Direttiva NIS2](https://www.cybersecurity360.it/legal/direttiva-nis2-approvata-ecco-cosa-cambia-in-materia-di-sicurezza-di-dati-reti-e-sistemi/), e come impatti in modo significativo il livello di rischio per aziende di **ogni settore e dimensione**. In particolare per quanto riguarda l’Italia, che [si colloca](https://www.morganlewis.com/blogs/sourcingatmorganlewis/2025/05/study-finds-average-cost-of-data-breaches-significantly-increased-globally-in-2024) **al quinto posto globale** per costo complessivo medio dei data breach con **4,73 milioni di dollari**, in una classifica guidata dagli USA con un costo di **9,36 milioni di dollari** nel 2024. Una situazione grave, confermata anche dal [Rapporto Clusit 2025](https://clusit.it/wp-content/uploads/download/Rapporto_Clusit_03-2025_web.pdf) che vede un incremento degli attacchi verso le realtà del nostro paese pari al **15,2%**. Il vulnerability assessment permette di ridurre questo rischio, secondo un principio tanto antico quanto valido: conoscere le proprie debolezze è il punto di partenza ideale per sanarle e prepararsi.

 

## Ridurre il rischio grazie al Vulnerability Assessment

La finalità principale di un vulnerability assessment è quella di **identificare le problematiche sulle quali intervenire per ridurre la superficie d’attacco**. Anche se la definizione potrebbe indurre a pensare a un semplice “elenco” di interventi necessari, questa pratica è in realtà una attività strutturata, che prevede sia un *assessment*, cioè un asseveramento vero e proprio dei rischi, sia una **successiva fase di analisi e progettazione della remediation**. Vediamo più nel dettaglio come si articolano queste due fasi, tenendo presente che, naturalmente, si tratta di indicazioni di carattere generale che poi andranno declinate di volta in volta a seconda delle specificità e dei bisogni dell’azienda.

### Definizione del contesto

La prima attività, di carattere decisionale, è stabilire quali elementi dell’infrastruttura analizzare. La scelta migliore possibile sarebbe coprire ogni area, dalle reti ai software passando per gli endpoint, ma anche in questo caso è necessario stabilire ordine e priorità degli interventi per garantire uno svolgimento ordinato e coordinato.

### Inventario degli asset

Non è possibile controllare quello che non si sa di possedere o la cui ownership comunque non è chiara. Per poter procedere è quindi necessario **mappare nel modo più approfondito possibile l’infrastruttura**, sia quella propriamente detta (dispositivi, reti, software), sia tutto quello che ricade nell’ampio spettro del *perimetro effimero*: servizi in abbonamento, domini, *tenant* e così via. In questa fase tipicamente si fa uso anche di **strumenti di discovery automatizzati** che permettono di identificare anche eventuali strumenti aggiunti e non censiti, oltre all’entità dello *shadow IT* presente in azienda.

### Scansione

Attraverso l’uso di strumenti automatizzati e con il contributo di specialisti del settore, si mettono a matrice gli asset noti e quelli scoperti nel passaggio precedente con i principali database di vulnerabilità note. In questo modo è possibile rilevare tutte le problematiche sulle quali esiste già letteratura: errori di configurazione, risorse esposte in modo indebito, software o hardware obsoleti, mancanza di aggiornamenti e così via.

### Verifica e analisi dei risultati

I dati così ottenuti devono essere prima di tutto **epurati dai falsi positivi**, poi valutati per **gravità**, ovvero quanto sarebbe pericoloso uno sfruttamento di ogni debolezza emersa, e per **probabilità di attacco**, ovvero quanto di frequente ogni debolezza viene utilizzata. Questo servirà nella seconda fase per definire le priorità di intervento.

 

## Riduzione dei rischi: l’importanza della pianificazione

Identificare i rischi è solo la parte iniziale del lavoro di vulnerability assessment: dal momento che non è possibile rimediare istantaneamente a tutti i problemi emersi, è necessario sia dare una **priorità di intervento** a ciascuna, sia stabilire un **piano di remediation**.

Per quanto riguarda la **prioritizzazione delle vulnerabilità**, una delle metodologie più semplici è la suddivisione in tre fasce di criticità: **alta, media e bassa**, ottenute misurando il potenziale impatto e le probabilità di sfruttamento. Va da sé che una vulnerabilità capace di esporre pubblicamente i dati aziendali ma che può essere sfruttata solo in condizioni estremamente specifiche potrebbe avere una priorità più bassa rispetto a una capace di permettere un accesso non autorizzato a una singola risorsa ma sfruttabile attraverso un semplice script o un attacco automatico.

Per quanto riguarda il **piano di remediation**, anche qui sono presenti alcune suddivisioni che, in termini generali, possono essere applicate nella maggior parte dei casi. Ricordiamo, a titolo di esempio:

- **Patch management**: gestione immediata degli aggiornamenti possibili di software e firmware e attivazione dell’aggiornamento automatico o pianificato dove possibile.
- **Hardening dei sistemi**: tutti gli interventi tecnici finalizzati a ridurre la superficie di attacco e migliorare la resilienza. Per esempio, rimozione o sostituzione dei sistemi obsoleti, razionalizzazione dei servizi, configurazione di firewall e segmentazione della rete.
- **Potenziamento della sicurezza**: implementazione di autenticazione multi-fattore, revisione e razionalizzazione di permessi e privilegi, implementazione del paradigma *Zero Trust* e così via

## Ridurre il rischio con il vulnerability assessment: l’importanza della continuità

Uno degli errori più comuni è quello di considerare il vulnerability assessment come un’attività *una tantum*, che una volta adempiuta si esaurisce. In realtà, soprattutto considerando la dinamicità dei cambiamenti oggi, è indispensabile implementare attività di **monitoraggio continuo** che rientrino nelle attività ordinarie del comparto tecnico, affiancate da una reiterazione a scadenza fissa dei controlli estesi. Se è vero, infatti, che alcune soluzioni come l’implementazione degli aggiornamenti automatici o pianificati e il potenziamento della sicurezza riducono in modo permanente la superficie di attacco, è altrettanto vero che **le nuove versioni potrebbero essere soggette a debolezze nuove e diverse** e che in generale le modifiche all’infrastruttura, anche minori come l’inserimento di un nuovo endpoint, potrebbero dover essere controllate a loro volta.

 

## Un alleato per la sicurezza aziendale

Implementare un programma strutturato di vulnerability assessment significa, insomma, adottare uno strumento di controllo e prevenzione efficace e potente. Se interpretato nel modo corretto esprime tutto il suo alto valore strategico, soprattutto alla luce dei rischi sempre più elevati a cui le aziende sono esposte visto il proliferare di minacce sempre più automatizzate, raffinate e tempestive. Garantirsi una rapida capacità di miglioramento ed evoluzione è, ad oggi, il più efficace strumento di prevenzione.

 

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